Agevolazioni ristrutturazioni edilizie: cosa cambia nel 2026?
Nel 2026 il bonus ristrutturazione potrebbe subire un abbassamento notevole. In assenza di nuove proroghe in Legge di Bilancio, diversi osservatori stimano un ritorno ai valori “storici”: 36% per la prima casa e 30% per le altre abitazioni, con tetto di spesa a 96.000 € per unità.
Si tratta di ipotesi tecniche basate sul quadro normativo di lungo periodo: per la conferma occorrono i testi ufficiali della Manovra.
Allo stesso tempo, il Governo sta valutando una proroga del 50% anche per il 2026, con una possibile ripartizione in 5 anni (anziché in 10). L’ipotesi è stata riportata da fonti di stampa e siti giuridico-fiscali, ma ad oggi non è legge: è bene che seguiate l’iter della Manovra autunnale per avere certezza su aliquota e tempi di recupero.
Quali lavori rientrano nel bonus ristrutturazione?
Ad oggi, l’ambito degli interventi non è stato modificato. Sono agevolabili gli interventi di ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria e restauro/risanamento sulle abitazioni private (nel rispetto delle norme edilizie locali).
La manutenzione ordinaria è detraibile in via autonoma solo sulle parti comuni condominiali; sulla singola unità è ammessa quando è “assorbita” in un intervento superiore (es. rifacimento impianti con opere accessorie). Le tabelle dell’Agenzia delle Entrate offrono esempi utili per orientarvi.
Come si accede alla detrazione fiscale?
Dovete effettuare il bonifico parlante con causale corretta (art. 16-bis TUIR), codice fiscale del beneficiario e P.IVA/C.F. dell’impresa.
L’Agenzia delle Entrate conferma l’utilizzabilità anche dei bonifici tramite istituti di pagamento autorizzati. In linea generale, la detrazione si ripartisce in 10 quote annuali uguali, salvo eventuali novità che riducano i tempi.
Come muoversi dall’inizio del 2026 per risparmiare?
Se avete in programma lavori nel 2026, pianificate i tempi tenendo conto dei possibili scenari (36/30% vs 50% con rate più rapide).
Prima di iniziare, verificate:
- i titoli edilizi (CILA/SCIA ove richiesti),
- la conformità urbanistica,
- la contrattualistica con l’impresa.
Così sarete pronti ad approfittare dell’aliquota che verrà definita.
Ricordate che per i condomini restano agevolabili anche gli interventi di manutenzione ordinaria sulle parti comuni: può essere strategico accorpare lavori (es. scale o facciate) per massimizzare il beneficio complessivo.
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