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 Club deal immobiliare: la pipeline del progetto spiegata in modo chiaro

Nel modello del club deal immobiliare proposto da Tagliabracci Group, il valore non dipende soltanto dalla capacità di costruire, ma dalla possibilità di controllare l’intera filiera dell’investimento.

Per questo motivo, la pipeline del progetto rappresenta uno degli elementi più importanti: è il sistema attraverso cui vengono intercettati i capitali e individuate le operazioni immobiliari più interessanti.

La pipeline del progetto nel club deal: un modello basato su due direttrici

Il Club Deal immobiliare non si basa su una pipeline unica, ma si sviluppa su due fronti paralleli.

Abbiamo la pipeline dei capitali, cioè l’insieme delle attività finalizzate a entrare in contatto con investitori qualificati. Dall’altra c’è la pipeline delle operazioni, che riguarda invece la ricerca delle opportunità immobiliari su cui costruire il progetto.

Queste due direttrici devono crescere insieme. Un club deal solido, infatti, nasce dall’incontro tra capitali pronti a investire e operazioni selezionate con attenzione.

La pipeline dei capitali

La prima pipeline riguarda il sourcing dei capitali. In questo caso, l’obiettivo è costruire credibilità e fiducia presso interlocutori qualificati, come imprenditori, family office e professionisti del settore finanziario.

Non si tratta di una comunicazione generica, ma di un lavoro orientato a creare autorevolezza, relazioni e occasioni di contatto con soggetti realmente interessati a investire in operazioni immobiliari strutturate. In un modello di club deal, la raccolta di capitali passa quindi soprattutto attraverso network, reputazione e strumenti di presentazione chiari e professionali.

La pipeline delle operazioni

La seconda pipeline riguarda invece il deal flow, cioè il flusso delle operazioni. Qui il focus è individuare immobili, aree o iniziative prima che arrivino sul mercato più competitivo.

Le migliori opportunità nascono spesso da relazioni dirette con tecnici, professionisti, intermediari specializzati e soggetti che conoscono in anticipo cambi d’uso, situazioni particolari o asset con potenziale di valorizzazione. Questo consente di selezionare interventi più coerenti con la strategia del progetto e di costruire operazioni con basi più solide.

Per trasformare la pipeline in un progetto reale serve poi una roadmap operativa ben definita. Il percorso parte dalla costruzione dell’identità del progetto, prosegue con la predisposizione degli strumenti di presentazione e conversione e arriva infine alla fase di lead generation e sviluppo delle relazioni.

In questo modo, il club deal non si limita a essere una formula finanziaria, ma diventa un modello organizzato per attrarre capitali, selezionare operazioni e sviluppare investimenti immobiliari con una visione chiara, strutturata e orientata al medio-lungo periodo.



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